“De peste” di Giuseppe Ripamonti
“De peste” di Giuseppe Ripamonti

“De peste” di Giuseppe Ripamonti

Il De peste di Giuseppe Ripamonti, una vivida narrazione storica dell’epidemia usata anche da Alessandro Manzoni per documentarsi sul contagio nel milanese prima della stesura dei capitoli 32 e 33 dei Promessi Sposi, fu ispirato dalla peste del 1630 fu un evento sconvolgente ed ebbe perciò un impatto profondo sulla società, sulla medicina, sulla legge e anche sulla letteratura.

Chi è Giuseppe Ripamonti?

Giuseppe Ripamonti nacque nel 1577 a Nava di Tegnone, vicino a Lecco. Non fu solo un famoso canonico e storico, ma fu anche una figura piuttosto scomoda, che faceva parlare di sé per la sua indole polemica e sopra le righe, tanto che ebbe qualche problema con l’Inquisizione. Ma Ripamonti non fu solo questo: era un uomo di grande cultura, esperto in latino, greco ed ebraico. Questo gli valse la nomina a Dottore della Biblioteca Ambrosiana da parte del cardinale Federico Borromeo.

Ritratto di Giuseppe Ripamonti.
Ritratto di Giuseppe Ripamonti (Pubblico Dominio).

Fu anche scelto come “cronista patrio” dai decurioni di Milano, divenendo così una sorta di cronista ufficiale della città. Tra i suoi lavori più famosi ci sono Historia Ecclesiae Mediolanensis (1617) e De peste quae fuit anno 1630 (La Storia della Pestilenza scoppiata nel 1630) in italiano. In quest’ultima opera, Ripamonti descrive la terribile epidemia di peste che colpì Milano, un evento che visse di persona e durante il quale probabilmente aiutò anche i malati.

De Peste: Introduzione all’opera

Pubblicato nel 1641, due anni prima della morte dell’autore, il De peste era considerato il resoconto ufficiale della terribile epidemia di peste del 1630. Gli eventi descritti in questo libro sono stati una grande fonte di ispirazione prima per il Fermo e Lucia e poi per I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Infatti, la Biblioteca Braidense di Milano conserva una copia del capolavoro di Ripamonti con annotazioni e sottolineature fatte dallo stesso Manzoni.

L’opera è scritta in latino ed è divisa in cinque libri, ognuno dei quali si concentra su un aspetto diverso dell’epidemia:

  • Libro I: la carestia e la peste
  • Libro II: gli untori
  • Libro III: le azioni del cardinale Borromeo e della Chiesa durante l’epidemia
  • Libro IV: atti della sanità e altre magistrature
  • Libro V: confronto fra le precedenti pestilenze e quella del 1630.

Per scrivere questa cronaca, Ripamonti si è basato sulla sua esperienza diretta della peste, oltre a utilizzare una serie di altre fonti come degli appunti del cardinale Borromeo, le gride emanate dai governatori, i pareri dei medici e persino le credenze e superstizioni popolari dell’epoca. Ha criticato gli errori, le inadempienze e i ritardi nelle reazioni della società, offrendo un quadro dettagliato e realistico di quel periodo difficile.

Il libro fu tradotto per la per la prima volta da Francesco Cusani nel 1841.

De peste: di cosa parla?

Ripamonti inizia la sua narrazione della peste con un’immagine molto evocativa, paragonando la città di Milano a un mare in tempesta, agitato da tre calamità: la guerra, la fame e, infine, la peste. Secondo lui, il contagio ebbe inizio con l’arrivo a Milano di Pietro Paolo Locati nel 1629, che era venuto da Chiavenna per far visita a una zia. Dopo poco tempo morì improvvisamente e sebbene furono trovati dei bubboni sul suo corpo, “chiaro indizio della pestilenza” (pp. 80-81), i medici e le autorità sottovalutarono il pericolo. Quando finalmente decisero di adottare misure di contenimento, era ormai troppo tardi: la peste si era diffusa rapidamente in città, causando moltissime vittime.

Gli untori

Per cercare una soluzione, si iniziò a cercare dei colpevoli della diffusione della malattia, nella speranza che, punendoli, si sarebbe riuscita ad arrestare il contagio. Nell’isteria generale, Ripamonti racconta che molte persone innocenti furono accusate ingiustamente di essere “untori” e di diffondere la peste con unguenti malefici. Anche se Ripamonti non prende posizione sull’esistenza degli untori, limitandosi a riportare i “pareri e opinioni altrui” (p. 104), sottolinea che la paura spinse a commettere molte ingiustizie.

Le superstizioni

Parla anche delle superstizioni della “plebe, credulona come suo solito” (p. 104), tra cui la leggenda secondo cui il diavolo era venuto a Milano per distribuire unguenti magici e velenosi. Ripamonti descrive in modo vivido come questo evento terribile spinse le persone a comportarsi in modi estremi, mostrando il peggio e il meglio della natura umana. Da una parte, la paura portò molte persone a comportarsi in maniera crudele: un episodio racconta di un uomo anziano picchiato brutalmente nella chiesa di Sant’Antonio perché sospettato di essere un untore.

Il bene e il male

I monatti, persone incaricate di trasportare i morti, furono spesso accusati di comportamenti vergognosi e di approfittare della situazione per arricchirsi o vendicarsi. Dall’altra parte, ci furono esempi di eroismo e altruismo. Padre Felice Casati, nominato capo del Lazzaretto dal cardinale Borromeo, si dedicò con coraggio all’assistenza dei malati, dimostrando grande solidarietà e umanità.

Conclusione

Infine, il De peste di Giuseppe Ripamonti non è solo una cronaca dettagliata della peste del 1630, ma anche un affresco delle reazioni umane in un momento di crisi, la cui precisione storica e grande vividezza ispirò Alessandro Manzoni nella scrittura dei capitoli dei Promessi Sposi dedicati a questo importante evento storico.

Bibliografia

Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, traduzione di Stefano Corsi.

Mazzarello, Paolo, Prefazione, in: Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, Luni Editrice, Milano, 2021, pp. 7-13.

Repossi, Cesare, Cronologia della vita di Giuseppe Ripamonti, in: Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, Luni Editrice, Milano, 2021, pp. 15-23.

Stella,Angelo, Congedo a tre voci, in: Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, Luni Editrice, Milano, 2021, pp. 389-413.

Giuseppe Ripamonti, La peste di Milano del 1630, in: <Ripamonti (edisco.it)> , consultato il: 03.08.2024.

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"De peste" di Giuseppe Ripamonti
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Articolo sul "De peste" di Giuseppe Ripamonti, nel quale viene fornita una breve descrizione della vita dell'autore e un'analisi dell'opera.
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