Conosci la tragedia La peste del 1630 di Fra Benedetto Cinquanta? La risposta probabilmente è no. Sebbene si tratti di un’opera poco conosciuta, è davvero importante perché ci offre uno sguardo unico su un grande evento storico e, secondo molti studiosi, ha anche ispirato I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Le interessanti analogie fra le due opere si possono cogliere soprattutto nel capitolo 34 del romanzo manzoniano, nel quale Renzo si reca a Milano per ricongiungersi con Lucia, per poi scoprire che la città è stata travolta dalla peste. Per conoscere come Fra Cinquanta influenza Manzoni leggi questo articolo!
Tra letteratura e predicazione
Fra Benedetto Cinquanta era un frate del convento di Santa Maria della Pace a Milano, noto non solo per la sua abilità come oratore e la sua vasta cultura teologica, ma anche per la sua produzione letteraria e il teatrale. Oltre ad aver scritto diversi drammi religiosi, come La Maddalena convertita (1616) e La Resurrezione di Cristo (1616), è famoso soprattutto per la sua tragedia La peste del 1630. L’esperienza dell’epidemia ebbe infatti un forte impatto sull’esistenza dell’autore, che la visse in prima persona sia come cittadino milanese sia perché, proprio come il Fra Cristoforo manzoniano, offrì assistenza agli appestati.

Di cosa parla l’opera?
La tragedia di Fra Benedetto Cinquanta è strutturata in cinque atti. Si apre con un prologo recitato dalla città di Milano e si conclude con un epilogo declamato dalla Santità, che rappresenta la rinascita di Milano dopo la terribile epidemia di peste. La storia si svolge principalmente a Porta Tosa.
A livello di trama, la storia è piuttosto semplice: l’intento di Fra Cinquanta infatti non è tanto quello di raccontare una storia, ma di insegnare qualcosa. L’opera conduce il pubblico a riflettere sulla peste come simbolo della fragilità della vita umana, spingendo così alla preghiera e alla penitenza. Ma la tragedia è anche un ritratto vivido della Milano del Seicento, dipinta con dettagli così realistici che persino Alessandro Manzoni ne fu ispirato.
La trama si sviluppa attorno a tre storie principali:
- Casimiro, un giovane di Bologna, arriva a Milano per visitare un amico e scopre che in città c’è la peste.
- Quirina, una ragazza il cui padre è morto di peste, si trova costretta a restare in casa perché teme di essersi ammalata, ma non vuole andare al Lazzaretto.
- Ginepra, una giovane povera appena guarita dalla peste, viene accolta in casa di Demerita, un tempo una ricca gentildonna, che la salva dalla miseria.

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L’influenza di Fra Cinquanta su Manzoni: quattro somiglianze importanti con I Promessi Sposi
Vi sembra di cogliere una certa somiglianza con I Promessi Sposi? E’ dello stesso avviso Glenn Palen Pierce, che ha trovato prove convincenti dell’influenza di Fra Cinquanta su Manzoni. Le fondamentali somiglianze tra le due opere sono le seguenti:
1. Il viaggio di Casimiro a Milano e quello di Renzo durante la peste
Entrambi infatti si recano nel capoluogo lombardo per visitare una persona cara. Arrivati presso lo stradone di Santa Teresa, si fermano a chiedere indicazioni e vengono allontanati con un “nodoso bastone” da un cittadino che teme di essere contagiato dalla peste. Tuttavia, mentre nel caso di Renzo è un anonimo cittadino che gli intima di andarsene, nel caso di Casimiro è il medico Nemesio. Ma le somiglianze non finiscono qui. Casimiro, come Renzo, è audace e impulsivo. Quando due soldati lo scambiano per un untore, lui finge di esserlo davvero e agita un bossolo di balsamo che i soldati credono sia un unguento malefico. Allo stesso modo, Renzo si difende con un coltello, minacciando di “ungere” i suoi aggressori con la lama. Entrambi i personaggi evolvono nel corso della storia e alla fine abbracciano la morale cristiana: Casimiro perdona i due soldati morenti e decide di farsi frate, mentre Renzo perdona Don Rodrigo sul letto di morte al lazzaretto.
2. La storia di Ginepra e Demerita e quella di Lucia e della mercantessa
In entrambi i casi, le donne più anziane, che hanno perso le loro famiglie a causa della peste, aiutano le giovani ragazze nei momenti difficili. La mercantessa di Manzoni offre a Lucia il suo corredo di nozze, mentre Demerita invita Ginepra a casa sua.
3. Quirina e il Griso
Quirina muore dopo aver rubato i gioielli a una prostituta appestata, e il Griso finisce al lazzaretto agonizzante dopo aver derubato il suo padrone, anch’esso colpito dalla peste.
4. La componente corale
In La peste del 1630 non c’è un protagonista principale, ma un susseguirsi di brevi episodi e diversi personaggi. Questo stile permette a fra Cinquanta di dipingere un quadro complesso e realistico della Milano del Seicento, popolata da podestà, medici, religiosi e monatti. Milano stessa appare come un personaggio all’inizio dell’opera. Manzoni usa una tecnica simile nel capitolo 34 dove, a parte Renzo, nessun altro personaggio spicca particolarmente.
Conclusione
In definitiva, la tragedia di Fra Cinquanta non è solo un’opera storica, ma un tassello fondamentale che ha contribuito a modellare uno dei capolavori della letteratura italiana. Essa dimostra come anche le opere meno note possano influenzare profondamente la nostra cultura!
Bibliografia
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi.
Benedetto Cinquanta, La peste del 1630, traggedia novamente composta dal padre fra Benedetto Cinquanta teologo e predicatore generale de Minori Osservanti, fra li Academici Pacifici detto il Selvaggio.
Lavocat, Françoise, Narratives of Catastrophe in the Early Modern Period: Awareness of Historicity and Emergence of Interpretative Viewpoints, in: “Poetics Today” 33 (2012), pp. 253–299.
Pierce, Glenn Palen, Una tragedia barocca nei «Promessi Sposi», in: “Lettere italiane” 35(1983), pp. 297-311.
Cinquanta, Benedetto, in :< CINQUANTA, Benedetto – Enciclopedia – Treccani >, consultato il 01/08/2024.
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